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Mercoledì 8 Settembre 2010
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COMUNE DI AGRATE CONTURBIA (NO)

Rss
Colline Novaresi



Chiesa di San Giorgio (Sec. X - XI)

immagine ingrandita Chiesa di San Giorgio - Vista del Complesso (apre in nuova finestra) La chiesa di San Giorgio, l'attuale Parrocchiale di Conturbia, si trova all'ingresso del paese, in corrispondenza del percorso viario proveniente da Agrate. E collocata su un piccolo poggio che prospetta su uno spiazzo (corrispondente all'antico cimitero). Le strutture posteriori si affacciano su una piccola piazza. La chiesa venne consacrata sotto il vescovado di Litifredo, tra il 1122 e il 1151. Solo all'inizio del XVI secolo (all'incirca nel 1513 ) essa venne eretta a parrocchia.
Agli inizi del secolo XVII venne riplasmata, su impulso della vista del vescovo Bascapè, che a quell'epoca la definì "antiqua", riferendosi evidentemente alla sua facies romanica. Del periodo romanico conserva ancora alcuni elementi, riconoscibili nel fronte a capanna e nell'impianto planimetrico generale. Esso è costituito da una navata coperta da un manto laterizio su struttura lignea, terminante con abside semicircolare; alla facciata è addossato un portale con archivolto in pietra e portico, realizzato nel XVII secolo. Nella parte alta della facciata è ancora evidente una piccola finestra cruciforme.
Sul lato sud è presente una porta laterale murata, che reca una lunetta ornata da un affresco riconducibile alla metà del XII secolo. Esso raffigura tre personaggi: l'immagine centrale, del Redentore, è ormai scomparsa. Non leggibile neppure la figura del Santo sul lato destro, mentre quella di sinistra è identificabile con San Pietro. Sul medesimo lato sono presenti anche due piccole aperture finestrata a feritoia, con archivolto lavorato. Tutta la parte posteriore è stata completamente riplasmata da interventi successivi: la medesima cosa è avvenuta all'interno, ove la navata è stata ricoperta da struttura voltata a botte.
immagine ingrandita Chiesa di San Giorgio - Fronte laterale con tessitura muraria a vista (apre in nuova finestra) Il perimetro murario esterno ha conservano l'originario parametro murario in blocchi di serizzo squadrati e disposti con grande regolarità, riconducibili alle costruzioni del secolo XII. All'interno sono evidenti gli interventi di età barocca: conservati due opere artistiche degne di particolare attenzione: l'affresco raffigurante la Crocifissione e il pulpito ligneo. Sulla parete di sinistra, accedendo dalla portale principale della chiesa, si può osservare un affresco, riconducibile al XV secolo, che, in seguito a restauro, risulta staccato dalla parete originale. Esso raffigura il Crocifisso con alla propria destra la Madonna Addolorata ed alla sinistra San Giovanni Evangelista.
Ad di sotto di tale affresco, ora spostato appunto in altro luogo nella medesima chiesa, era presente un affresco di epoca precedente, molto più antico, relativo al periodo tra la fine del secolo XIII e l'inizio del XIV. Il pulpito in stile barocco venne realizzato intorno al 1701 all'intagliatore Antonio Francesco Viano da Oleggio. Inizialmente venne posto in opera sulla parete opposta a quella a cui è addossato attualmente, ed ivi rimase fino al 1844. Presente una torre campanaria parzialmente esterna all'aula, realizzata in muratura con finitura superficiale ad intonaco ed elemento di coronamento a tiburio collocato alla sommità della cella campanaria.
Essa presenta una meridiana con motto "Haec Fortasse Tua", realizzata su quadrante rettangolare di colore rosato con gnomone normale alla parete. Lo stato conservativo dell'antica chiesa è incrementabile attraverso un monitoraggio periodico delle condizioni delle apparecchiature murarie. Negli eventuali interventi di ripristino di elementi mancanti, sarà sempre opportuna la realizzazione di rappezzi con tecnica non distruttiva (tipo cuci-scuci) ed impiegando materiali e sostanze affini a quelli originari e legante a base di malta di calce naturale.
Indicata anche la pulizia degli elementi in pietra attraverso metodologie non distruttive, condotte con strumentazioni idonee. Per quanto riguarda la lunetta affrescata, pressoché completamente esposta agli agenti di degrado (principalmente l'umidità), si auspicano vivamente le opportune azioni di restauro.

Analisi stilistica

L'edificio romanico è realizzato con l'impiego di blocchi di serizzo regolarmente squadrati.
Strutturalmente il fabbricato si presenta come un edificio con muratura portante continua sul perimetro.
L'edificio presenta manto di copertura su un sistema di orditura lignea.

immagine ingrandita Chiesa di San Giorgio - Vista (apre in nuova finestra) La chiesa di San Giorgio, l'attuale Parrocchiale di Conturbia, si trova all'ingresso del paese, sulla strada che proviene da Agrate. E posta su un piccolo colle con davanti uno spiazzo erboso (che era l'antico cimitero) e con la parte posteriore affacciata su una suggestiva piazzetta.
La chiesa fu consacrata sotto il vescovo di Novara Litifredo, tra il 11 22 e il 1151, ma solamente all'inizio del XVI secolo (1513 ca.) fu eretta in parrocchia. Subì importanti restauri agli inizi del secolo XVII, in seguito alla visita del vescovo Bascapè, che la definì "antiqua" (antica).
Attualmente presenta gli elementi antichi, romanici, nella facciata a capanna e nell'impianto generale.
La costruzione è costituita da una navata con tetto a tegole e da un'abside semicircolare; alla facciata è addossato un portale con archivolto in pietra e portichetto, aggiunto nel XVII secolo. Nella parte alta della facciata è ancora evidente una finestrella a croce.
Sul lato meridionale si apre una porta laterale murata, con una lunetta ornata da un affresco assegnabile alla metà del XII secolo rappresentante tre figure: quella centrale, il Redentore, è scomparsa, il Santo a destra è irriconoscibile, quella a sinistra è San Pietro.
immagine ingrandita Chiesa di San Giorgio - Campanile (apre in nuova finestra) Sullo stesso lato sono visibili anche due finestrelle a feritoia con l'archivolto lavorato.
Tutta la parte posteriore è stata completamente riplasmata dagli interventi successivi come è avvenuto nell'interno, dove la navata è stata ricoperta da una volta a botte.
I muri laterali all'esterno conservano il tipico parametro murario in blocchi di serizzo squadrati e disposti con regolarità, tipici del secolo XII.
L'interno, che evidenzia gli interventi barocchi, conserva due oggetti artistici degni di particolare attenzione: l'affresco raffigurante la Crocifissione e il pulpito ligneo.
Sulla parete a sinistra, entrando dalla porta principale della chiesa, si può osservare un affresco, assegnato al XV secolo, restaurato, staccato dalla parete originale.
Raffigura un Crocifisso con alla sua destra la Madonna dolente e alla sinistra San Giovanni Evangelista che prega.
immagine ingrandita Chiesa di San Giorgio - Lunetta Affrescata (apre in nuova finestra) Un manoscritto del secolo XVIII recita: "... più vicino alla detta porta occidentale (ingresso principale) a man dritta entrando vi è la Cappella intitolata all'Annunciazione della Beata Vergine... nella qual Cappella vi è dipinto un Cristo in Croce con la Beata Vergine al lato destro e con San Giacobo e Santo Stefano; al lato sinistro San Giovanni Evangelista ... ".
Sotto questo affresco, ora spostato su un'altra parete, ne è affiorato un altro, molto più primitivo e molto più antico (fine secolo XIII, inizio secolo XIV) che dimostra come i muri di questa antichissima chiesa nascondano ancora molte sorprese.
Il gusto e i modelli decorativi barocchi sono testimoniati, invece, dal pulpito, che venne commissionato il 24 ottobre 1 701 all'intagliatore Antonio Francesco Viano da Oleggio.
Con lui lavorarono Mastro Giacomo Toso, falegname, Mastro Antonio Mazza, ferraio, e il Mastro da muro. Questo pulpito ha una curiosa storia, messa in luce da recenti indagini svolte presso l'Archivio Antico della Parrocchia: quando fu posto in opera, nel 1 702, e fino al 1 844, era situato sulla parete opposta a quella a cui è addossato attualmente.
immagine ingrandita Chiesa di San Giorgio - Meridiana (apre in nuova finestra) Infatti, in una lettera (datata febbraio 1 844) il parroco del tempo, don Marco Giromini, chiedeva espressamente al vescovo di poter trasportare il pulpito vicino alla sacrestia e di costruire una scala interna per accedervi a predicare.
Fino ad allora, infatti, per accedere al pulpito il sacerdote doveva salire sui cancelli che dividevano la zona dell'altare (presbiterio) dalla navata della chiesa e poi, dalla loro sommità salire sul pulpito, esercizio, si legge nella famosa lettera, alquanto "scomodo e disdicevole".
La collocazione attuale indica che il vescovo non rimase insensibile alle difficoltà del parroco e gli concesse lo spostamento dell'arredo in una posizione più comoda.

Stemma della Provincia di Novara Tratto da:
Storia e Documenti Artistici del Novarese
Le Terre fra le Colline - Vol.17
Provincia di Novara - 1998
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